RSA Lancia aderisce alla misura “Buono Residenzialità” finanziata dal Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027”.

La gestione del morbo di Parkinson rappresenta una sfida complessa che evolve nel corso degli anni. Trattandosi di una patologia neurodegenerativa progressiva, i bisogni del paziente cambiano drasticamente dalle prime fasi fino agli stadi più avanzati. Di fronte al graduale peggioramento dei sintomi motori e cognitivi, le famiglie si trovano inevitabilmente a un bivio cruciale. Valutare tra Parkinson assistenza domiciliare o RSA richiede un’analisi attenta sia delle condizioni cliniche del malato sia delle risorse disponibili.
La scelta della modalità di cura non deve basarsi su impulsi emotivi, ma su una valutazione oggettiva del livello di disabilità e della sicurezza della persona.
Nelle prime fasi della malattia, mantenere l’anziano nel proprio ambiente domestico è spesso la soluzione preferibile. La casa offre punti di riferimento stabili che contrastano il disorientamento. L’assistenza domiciliare, supportata da familiari o badanti e integrata da terapie riabilitative periodiche, permette di preservare le abitudini di vita. Tuttavia, con l’avanzare del Parkinson, compaiono gravi problemi di deglutizione (disfagia), blocchi motori improvvisi (freezing) e disturbi del comportamento che richiedono una sorveglianza specialistica h24, difficile da sostenere privatamente.
Il trasferimento in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) si rende necessario quando il carico assistenziale supera le capacità fisiche e psicologiche della famiglia (il cosiddetto burnout del caregiver). Le strutture specializzate offrono un ambiente privo di barriere architettoniche, fondamentale per prevenire le rovinose cadute tipiche della malattia. Inoltre, garantiscono la presenza costante di un’équipe multidisciplinare (medici, infermieri, fisioterapisti e logopedisti) in grado di gestire tempestivamente le fluttuazioni dei sintomi e la complessa somministrazione dei farmaci.
Non esiste una risposta valida per tutti, poiché ogni paziente vive il decorso della patologia in modo unico.
Nel fare un confronto approfondito tra Parkinson assistenza domiciliare o RSA, l’obiettivo primario deve sempre rimanere la tutela della dignità del malato. Se la casa non garantisce più la sicurezza fisica e la corretta aderenza alle terapie, l’ingresso in una RSA non deve essere vissuto come un abbandono, ma come una scelta medica responsabile. Affidare la gestione clinica e pratica a dei professionisti permette ai figli di riappropriarsi del proprio ruolo affettivo, concentrandosi esclusivamente sul supporto emotivo e sul tempo di qualità da trascorrere insieme al proprio caro.
RSA Lancia aderisce alla misura “Buono Residenzialità” finanziata dal Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027”.
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