RSA Lancia aderisce alla misura “Buono Residenzialità” finanziata dal Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027”.
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La disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire cibi solidi o liquidi, è una condizione estremamente comune nella terza e quarta età, ma spesso viene sottovalutata o confusa con un semplice segno di invecchiamento. Si tratta in realtà di un disturbo serio che può colpire anziani affetti da patologie neurologiche (come demenze, Parkinson o esiti di ictus), ma anche persone fragili a causa della naturale perdita di tono muscolare. All’interno del blog di una RSA, fare informazione su questo tema è cruciale per aiutare i familiari a cogliere i primi segnali d’allarme, evitando complicanze gravi come la malnutrizione, la disidratazione e la pericolosa polmonite ab ingestis (causata dal passaggio di cibo o liquidi nelle vie respiratorie).
Garantire la massima sicurezza e la dignità degli ospiti durante il momento dei pasti è uno dei pilastri di Codess Sociale. Questa Cooperativa Sociale di tipo A, che opera in 11 regioni italiane nei settori socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo, mette al centro dei suoi servizi il benessere umano e l’integrazione sociale di tutti. Attraverso un approccio multidisciplinare e senza scopo di lucro, l’obiettivo è trasformare il momento del pasto da potenziale rischio a occasione di cura, serenità e socializzazione.
Spesso l’inizio della disfagia è subdolo. I familiari o i caregiver meno esperti tendono a intervenire solo di fronte a episodi macroscopici di soffocamento, ma esistono molti altri campanelli d’allarme precoci a cui prestare massima attenzione durante e dopo i pasti:
Tosse frequente o raschio della gola: Se l’anziano tossisce mentre beve, mentre mangia o subito dopo aver deglutito, significa che una parte del cibo o del liquido ha intrapreso la via aerea.
Voce “umida” o gorgogliante: Una variazione del tono di voce dopo la deglutizione, che sembra quasi velata da liquido, indica la presenza di residui alimentari vicino alle corde vocali.
Prolungamento dei tempi del pasto e ristagno in bocca: Fatica a masticare, tendenza a tenere il cibo in bocca a lungo (fino a formare un “bolo” che non si riesce a mandare giù) o la fuoriuscita di saliva e cibo dalle labbra.
Febbre inspiegabile o perdita di peso: Piccoli e ripetuti passaggi di cibo nei polmoni possono causare infezioni respiratorie asintomatiche che si manifestano con febbricole ricorrenti. La paura di soffocare, inoltre, porta spesso l’anziano a ridurre spontaneamente l’apporto di cibo, causando un rapido dimagrimento.
Quando si riscontrano questi sintomi, l’intervento tempestivo fa la differenza. All’interno di una RSA, la gestione dell’anziano disfagico non è mai lasciata al caso, ma viene strutturata attraverso il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) grazie alla sinergia tra medici, infermieri, logopedisti e operatori socio-sanitari (OSS).
Il primo passo è la valutazione logopedica, che definisce il grado di disfagia e stabilisce la consistenza ideale dei cibi (semisolida, omogenea, frullata) e dei liquidi, che spesso richiedono l’uso di polveri addensanti o di acqua gelificata. In RSA, il personale assistenziale è specificamente formato per applicare le giuste tecniche di somministrazione: il pasto avviene in un ambiente calmo, senza fretta, assicurandosi che l’anziano sia perfettamente vigile e mantenga una postura corretta (busto eretto e capo leggermente flesso in avanti durante la deglutizione).
Inoltre, la consistenza modificata degli alimenti non ne pregiudica il valore nutrizionale né l’aspetto visivo. I servizi di ristorazione delle strutture studiano menu bilanciati, appetibili e presentati con cura, preservando il piacere del cibo e stimolando l’appetito dell’ospite in totale sicurezza.
Mangiare insieme è uno dei gesti sociali più significativi della nostra cultura. Per un anziano, accorgersi di non riuscire più a deglutire correttamente può essere fonte di profonda vergogna, frustrazione e isolamento sociale.
L’approccio di supporto assistenziale mira a proteggere la salute fisica dell’anziano senza privarlo della gioia della condivisione. Sapere che il proprio genitore è seguito da professionisti capaci di riconoscere ogni minima difficoltà e di intervenire con competenza solleva la famiglia da un carico di ansia quotidiana intollerabile. Trasformare la vulnerabilità in un percorso di assistenza protetta permette all’anziano di vivere il momento del pranzo e della cena come un’occasione di benessere, socialità e dignità custodita.
RSA Lancia aderisce alla misura “Buono Residenzialità” finanziata dal Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027”.
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